[Qmail-it] e-mail aziendali e privacy
Tullio Andreatta ML
t.andreatta at troppoavanti.it
Wed Aug 29 12:58:39 CEST 2007
Pretto Enrico wrote:
>Eccotene un esempio:
>
> Informativa ai sensi del codice della Privacy (D. Lgs. 196 - 30/06/2003).
> Il contenuto della presente e-mail e degli eventuali allegati, deve
essere
> nella disponibilità del solo destinatario.
(Ok, questo e' stabilito dalla legge che tutela la corrispondenza. Solo
che il "destinatario" di un'e-mail "aziendale" e' il dipendente oppure
l'azienda? Il confine non e' cosi' netto ...)
> Se avete ricevuto per errore questa e-mail siete pregati di informarci
> (rispedendola al mittente) e di provvedere alla sua rimozione.
Visto che sopra si richiama il codice della privacy, questa frase
equivale ad autoaccusarsi di trattamento illecito: se e' stata mandata
nel posto sbagliato, il mittente ha divulgato informazioni sensibili ed
e' passibile di denuncia penale.
In pratica e' come scrivere "se avete ricevuto questa e-mail per errore,
vi preghiamo INVECE DI DENUNCIARCI ..." :-)
> Possono essere presenti informazioni riservate e non corrette.
Molto professionale: "Questa e-mail puo' contenere anche cazzate".
> Del contenuto è responsabile il mittente della presente.
E la paraculata: "Se si rivelassero cazzate, non incolpate la nostra
azienda. E' colpa nostra se abbiamo assunto un imbecille?"
> Le e-mail in partenza e in arrivo possono essere oggetto di monitoraggio
> da parte dello Studio *** ***.
E qui la cosa diventa comica: le nostre e-mail devono essere lette solo
dal destinatario, le vostre possono essere lette da cani e porci.
E se due dipendenti DELLA VOSTRA DITTA si scrivono via e-mail? Tutti e
due hanno insieme L'OBBLIGO e IL DIVIETO di consentire la lettura a
terzi !
> Chiunque venga in possesso non autorizzato di questa e-mail è vincolato
> dalla Legge a non leggerne il contenuto, non copiarla, non diffonderla
> e a non usarla.
(... quindi LEGALMENTE non avra' potuto leggere questo disclaimer ...)
> La informiamo che per l' esercizio dei diritti di cui all'art. 7 del
> d. lgs. 196/2003 può rivolgersi al ******
Questi disclaimer lasciano il tempo che trovano, visto che sono
destinati a persone che non hanno l'obbligo di leggerli ne' vi sono
vincolate (da un contratto, ad esempio): se devono scegliere tra
seguire i dettami di 'ste boiate o le leggi in vigore, devono seguire
la legge, che dice esclusivamente che la corrispondenza e' privata,
punto.
In realta', l'unica cosa che serve veramente e' una policy aziendale
sull'uso della posta elettronica che stabilisca regle chiare e di
buon senso, tipo:
- la casella e-mail aziendale viene usata _principalmente_ per
l'attivita' lavorativa;
- il suo utilizzo obbliga a consentire l'accesso di terzi, al solo
fine di garantire la continuita' lavorativa; l'accesso alla casella
puo' avvenire in genere solo dai cointeressati (colleghi che
condividono l'attivita', ecc.) e solo in casi eccezionali da altri;
le e-mail delle quali si scopra che il contenuto non riguarda
l'attivita' lavorativa non possono essere usate;
- le persone che contattano extra-lavoro il dipendente vanno avvisate
della possibilita' di essere "intercettati" a cura del dipendente
stesso;
- chi non vuole accettare queste regole non puo' usare una casella
aziendale personale, ma riceve una casella generica da usarsi
esclusivamente per motivi aziendali, il cui uso per fini personali
costituisce violazione delle regole aziendali (quindi passibile di
sanzioni, richiamo, licenziamento ...)
Regola che va inserita nei documenti che il dipendente controfirma gia'
(per la privacy, ecc...) e alle quali viene vincolato IN RAGIONE DEL
CONTRATTO DI LAVORO.
In ogni caso, nessun giudice condannera' chi, cercando nella casella
del collega in ferie eventuali ordini urgenti dei clienti, ha per caso
letto una sua e-mail personale. A meno che quello non ha stampato il
contenuto e appeso in bacheca le foto di lui in tenuta sadomaso che
si fa frustare dalla moglie del capufficio ...
Saluti,
--
Tullio Andreatta
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Disclaimer: "Please treat this email message in a reasonable way, or we
might get angry" ( http://www.goldmark.org/jeff/stupid-disclaimers )
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